Decreto liquidità COVID

29 Apr 2020

ACCESSO AL CREDITO PER LE IMPRESE

Nel «Decreto Liquidità», tra le condizioni di accesso alle garanzie dello Stato, è previsto che “l’impresa che beneficia della garanzia, assume l’impegno di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali”. 

Di conseguenza, gli imprenditori, ma anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti che richiederanno un finanziamento con le garanzie previste, superiori a 25 mila euro, dovranno espressamente impegnarsi alla gestione dei livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.

E’ evidente che per i datori di lavoro di molte attività colpite dall’emergenza covid-19 sarà estremamente complicato garantire la conservazione del posto di lavoro per tutti i lavoratori per i prossimi 6 anni (tanti sono gli anni previsti per la restituzione del prestito) e la locuzione generica “gestione dei livelli occupazionali” fa pensare che anche una semplice riduzione di orario andrà gestita attraverso l’accordo sindacale.

Cosa succederà se l’imprenditore, in mancanza di accordi, provvederà comunque a ridurre l’orario di lavoro o procederà a licenziamenti? La conseguenza è che potrebbe essere chiamato a restituire il finanziamento in tempi brevi o a dare garanzie personali aggiuntive.

Ci auguriamo che in fase di conversione del decreto qualcuno si ricordi che la Costituzione recita che l’impresa privata è libera, perché questo sembra un tentativo, neanche troppo subdolo, di eliminare questa libertà. 

RICHIESTA ANTICIPO CIG ALLE BANCHE

Il Ministero del Lavoro ha fatto un accordo con i sindacati e l’ABI per permettere ai lavoratori che sono in cassa integrazione (ordinaria/fis/deroga) con pagamento diretto da parte dell’Inps, di poter chiedere alla banca di anticipare il pagamento, in attesa dei tempi tecnici Inps.

L’idea, seppur meritevole in se stessa, sta naufragando ancora una volta nelle maglie della burocrazia e delle trappole del sistema bancario.

Intanto la banca può scegliere se aderire o meno all’iniziativa, per cui non è detto che il lavoratore potrà rivolgersi al proprio Istituto e di conseguenza dovrà aprire un nuovo conto corrente.

In secondo luogo, il lavoratore deve impegnarsi a rimborsare interamente la banca nel caso in cui entro 7 mesi non arrivino i soldi. Sembrano tanti, ma non per l’Inps. 

Terzo, il datore di lavoro deve farsi garante del lavoratore, per cui se quest’ultimo non sarà in grado di restituire il prestito, le banche si rivolgeranno a lui. Per amore di precisione, la convenzione prevede che il datore intervenga qualora la domanda di cassa venga respinta per errori o colpe del datore di lavoro stesso, ma a quanto ci risulta gli istituti stanno chiedendo garanzie più ampie.

MUTAMENTO DI MANSIONI

Probabilmente ci saranno attività, che quando riapriranno, non lo faranno con le stesse modalità pre-covid, che dovranno fare i conti con il “distanziamento sociale”, per cui potrebbe essere necessario rivedere l’organizzazione del lavoro.

In alcuni casi, anche al fine di salvaguardare i livelli occupazionali, potrebbe rendersi necessario cambiare mansioni ad alcuni lavoratori.

Se è pacifico che adibire il lavoratore a mansioni superiori è sempre ammesso purchè anche lo stipendio si adegui alle nuove responsabilità, cosa succede se vogliamo adibire il lavoratore a mansioni diverse, ma che sono meno qualificate?

Il Codice civile prevede:

  1. che l’assegnazione a mansioni inferiori (cd. Demansionamento) è in generale vietata, fatta eccezione per la modifica degli assetti organizzativi aziendali o per altre ipotesi previste dai contratti collettivi. In questi casi le nuove mansioni possono appartenere al livello di inquadramento immediatamente inferiore purchè il lavoratore rimanga all’interno della propria categoria legale (se ha la qualifica di impiegato non può diventare operaio e viceversa). Il mutamento di mansioni va comunicato per iscritto e il lavoratore ha in ogni caso il diritto di conservare il livello di inquadramento e il trattamento retributivo riconosciuto prima dell’adibizione alle mansioni inferiori.
  2. Che datore di lavoro e lavoratore, con accordo tra le parti da stipularsi in sede sindacale oppure presso una commissione di certificazione, possano modificare in senso peggiorativo le mansioni, la categoria, il livello di appartenenza e la relativa retribuzione, purchè la motivazione sia legata a un rilevante interesse del lavoratore legato alla conservazione del posto di lavoro, all’acquisizione di una diversa professionalità, al miglioramento delle condizioni di vita. Le tre motivazioni sono alternative.

E’ chiaro come, in situazione di necessità, sia fondamentale stipulare l’accordo individuale perchè, oltre a garantire maggiore flessibilità ed evitare in via preventiva eventuali contenziosi, permette di abbassare e contenere il costo del lavoro.

SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO COVID -19

In data 24 aprile è stato integrato il Protocollo condiviso di regolazione per il contrasto e contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo.

Il Protocollo prevede, suddivise per punti, le modalità di informazione, ingresso in azienda, modalità di accesso dei fornitori, pulizia e sanificazione in azienda, precauzioni igieniche, dispositivi di protezione individuale, gestione degli spazi comuni, organizzazione aziendale, etc.

Per i lavoratori già risultati positivi all’infezione da Covid-19 il Protocollo prevede che l’ingresso in azienda di potrà essere possibile solo in presenza di un certificato medico da cui risulti che i lavoratori hanno effettuato un tampone che è risultato negativo.

INCENTIVI REGIONE LIGURIA

La Regione Liguria ha stanziato 10 milioni di euro in finanziamenti a fondo perduto per le piccole e medie imprese presenti sul territorio che sostengano spese per interventi di igienizzazione e sanificazione degli ambienti di lavoro, acquisto di dispositivi di protezione individuale per la salute e la sicurezza, interventi (anche edili) che aiutino a mantenere le misure di sicurezza e di distanziamento sociale nei luoghi di lavoro, spese per consulenza specifica.

Il contributo a fondo perduto è erogato per un massimo di 15.000,00 euro e comunque non oltre il 60% delle spese sostenute.

Il bando è consultabile sul sito della Regione all’indirizzo: https://www.regione.liguria.it/components/com_publiccompetitions/includes/download.php?id=40459:asse-3-azione-3-1-1covid19-adeguamento-processi-produttivi-delle-pmi.pdf

Ne approfitto per invitare i clienti a servirsi delle aziende del territorio per provvedere alla sanificazione, così da attuare un circolo virtuoso in cui i soldi messi a disposizione dalla Regione rimangano in Liguria e sostengano l’occupazione nelle aziende liguri.

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