Circolare Ottobre 2026

27 Ott 2026

NEWS – Ottobre 2026

 

Il 4 ottobre torna a essere festa nazionale

Dal 2026 il 4 ottobre, giorno di San Francesco d’Assisi, è di nuovo una festività nazionale (Legge n. 151/2025) e segue le stesse regole delle altre festività, come il 2 giugno o il 25 aprile.

Quest’anno la ricorrenza è caduta di domenica, quindi i dipendenti non hanno avuto un giorno di riposo in più. Per questo motivo:

  • chi non ha lavorato riceve in busta paga una quota di retribuzione aggiuntiva per la cosiddetta “festività non goduta”;
  • chi ha lavorato riceve, oltre a questa quota, il pagamento delle ore svolte con la maggiorazione per lavoro festivo prevista dal contratto collettivo.

Le relative voci sono riportate nel cedolino di ottobre, secondo le regole del contratto collettivo applicato in azienda. Negli anni in cui il 4 ottobre cadrà in un giorno feriale, sarà semplicemente una giornata di riposo retribuita, come le altre festività.

Fringe benefit: esenzione fino a 1.000 o 2.000 euro 

Anche per il 2026 (e per il 2027) l’azienda può riconoscere ai propri dipendenti beni e servizi che non vengono tassati né sottoposti a contributi, entro questi limiti annui per ciascun lavoratore:

  • 1.000 euro per tutti i dipendenti;
  • 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico, che devono dichiararlo per iscritto all’azienda.

Rientrano ad esempio i buoni spesa, i buoni carburante e il rimborso delle bollette domestiche (luce, acqua e gas), dell’affitto o degli interessi del mutuo sulla prima casa.

Una precisazione importante sul rimborso delle bollette: è possibile solo dietro presentazione delle fatture (bollette) relative all’abitazione del dipendente o dei suoi familiari, che l’azienda deve conservare per eventuali controlli. Senza i documenti, il rimborso non può essere riconosciuto in esenzione.

Attenzione!!! se nell’anno si supera la soglia anche di un solo euro, diventa tassato l’intero importo, non solo la parte in eccesso. 

Decreto flussi 2027: si possono già precompilare le domande

Per chi intende assumere lavoratori provenienti da Paesi extra UE nel 2027, ricordiamo che:

  • dal 23 ottobre al 7 dicembre 2026 è aperta la precompilazione delle domande sul portale del Ministero dell’Interno (con una breve riapertura dal 9 al 13 dicembre solo per completare le domande già iniziate). Senza precompilazione non sarà possibile inviare la domanda;
  • l’invio vero e proprio avverrà nei “click day” del 2027: 12 gennaio (agricoltura stagionale), 9 febbraio (turismo stagionale), 16 febbraio (lavoro non stagionale) e 18 febbraio (assistenza familiare). Le domande sono poi possibili fino al 31 dicembre 2027, nei limiti dei posti disponibili.

Alla domanda va allegata un’asseverazione, cioè un’attestazione che verifica la capacità economica dell’azienda rispetto alle assunzioni richieste e la regolarità del contratto proposto. Il consulente del lavoro è abilitato a rilasciarla: lo Studio può quindi seguirvi sia nella precompilazione sia nell’asseverazione.

Dal 1° dicembre: annunci di lavoro sul SIISL per avere gli sgravi

Il SIISL è la piattaforma pubblica del Ministero del Lavoro e dell’INPS dedicata all’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Dal 1° dicembre 2026, per ottenere gli sgravi contributivi sulle assunzioni (ad esempio i bonus per giovani, donne, Zona Economica Speciale o persone con disabilità) sarà obbligatorio pubblicare prima l’offerta di lavoro sul SIISL, al più tardi il giorno stesso dell’assunzione. Fino al 30 novembre la pubblicazione resta facoltativa.

L’annuncio può essere pubblicato direttamente dall’azienda oppure da un suo delegato: il consulente del lavoro è abilitato a farlo per vostro conto. Il nostro consiglio è di avvisarci prima di qualsiasi assunzione per cui pensate di chiedere un’agevolazione, così da non perdere il beneficio.

Nuovo “bonus mamme” 2026: domande entro il 31 dicembre

Dal 20 ottobre le lavoratrici madri possono chiedere all’INPS un contributo di 60 euro al mese, fino a 720 euro per il 2026. Il bonus non è tassato, non è soggetto a contributi e non conta ai fini ISEE. La domanda la presenta direttamente la lavoratrice: l’azienda non deve fare nulla, ma può essere utile informare le proprie dipendenti.

Ecco, in sintesi, chi ne ha diritto:

  • figli: almeno due figli, con il più piccolo sotto i 10 anni, oppure almeno tre figli, con il più piccolo sotto i 18 anni (contano anche i figli adottivi o in affido preadottivo);
  • lavoro: dipendenti, pubbliche o private, anche a chiamata o in somministrazione, e lavoratrici autonome o professioniste iscritte a una cassa previdenziale. Sono escluse colf e badanti;
  • reddito: redditi da lavoro della sola madre nel 2026 non superiori a 40.000 euro;
  • mamme con tre o più figli assunte a tempo indeterminato: non hanno diritto al bonus, perché beneficiano già dello sgravio sui contributi a loro carico in busta paga. Il bonus spetta invece alle mamme con due figli anche se assunte a tempo indeterminato.

La domanda si presenta online sul sito INPS o tramite un patronato, entro il 31 dicembre 2026 (31 gennaio 2027 per chi matura i requisiti a dicembre). Le mensilità 2026 dovrebbero essere pagate in un’unica soluzione a dicembre.

Ex ILVA: incentivi per chi assume e sostegno all’indotto

Il D.L. n. 185/2026, in vigore dal 17 ottobre, contiene due misure che possono interessare da vicino le aziende del nostro territorio. Trattandosi di un decreto-legge, il Parlamento dovrà convertirlo in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione (quindi entro il 15 dicembre 2026) e in quella sede le regole potrebbero essere modificate: vi aggiorneremo su eventuali novità.

Incentivi per chi assume dipendenti ex ILVA. Le aziende private che, dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, assumono a tempo indeterminato dipendenti di Acciaierie d’Italia o di ILVA in amministrazione straordinaria possono ottenere:

  • contributi azzerati (esclusa la parte INAIL) per un massimo di 24 mesi, fino a 8.000 euro l’anno per ciascun lavoratore;
  • un contributo di 20.000 euro per ogni lavoratore assunto, pagato dall’INPS in due quote (dopo 6 e dopo 24 mesi), ridotto in proporzione per i part-time almeno al 50%.

Il decreto non pone limiti legati allo stabilimento di provenienza. Le agevolazioni sono soggette al rispetto dei seguenti requisiti:

  • il lavoratore va mantenuto in servizio per almeno 4 anni;
  • l’azienda deve applicare il cd. “salario giusto”;
  • nei 6 mesi precedenti non devono esserci stati licenziamenti per motivi economici o collettivi nella stessa unità produttiva, e non devono essercene nei 6 mesi successivi per lavoratori con la stessa qualifica;
  • l’incentivo non si somma ad altri bonus per le assunzioni e non spetta per apprendistato e lavoro domestico;
  • sono escluse le aziende collegate alle società ex ILVA e chi ne acquista o prende in affitto stabilimenti o rami d’azienda.

Se il rapporto si interrompe prima dei 4 anni per licenziamento (salvo motivi disciplinari) o per accordo tra le parti, il contributo di 20.000 euro viene revocato e va restituito; le dimissioni del lavoratore, invece, non fanno perdere il beneficio.

Per le assunzioni dal 1° dicembre, anche per questi incentivi sarà necessario pubblicare prima l’offerta di lavoro sul SIISL.

Sostegno ai dipendenti delle aziende dell’indotto. Le aziende private che lavorano prevalentemente per uno stabilimento ex ILVA e che devono sospendere o ridurre l’attività per effetto della crisi possono chiedere all’INPS, per il periodo dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027, un’integrazione al reddito per i propri dipendenti, pari alla cassa integrazione e senza costi aggiuntivi per l’azienda. Il requisito è lavorare in sostanza per un solo committente oppure avere ricevuto da esso, nei due anni precedenti il 1° settembre 2026, più della metà del proprio fatturato; serve anche una certificazione dei commissari straordinari.

Per entrambe le misure le risorse sono limitate e si attendono le istruzioni operative dell’INPS: se pensate di poterne beneficiare, contattateci per tempo così da verificare insieme i requisiti.

 

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